Mirapunzel

“Una torre di ghiaccio musicale imprigiona la principessa Mirapunzel e ogni giorno la giudica, inducendola a far cose buffe… Ma quando arriva Lancilrotto tutto può cambiare. Ma sarà così veramente?

Lo spettacolo riflette su cosa sia la diversità e quanto il problema esista negli “occhi di chi guarda”…

Una storia avvincente e interattiva in una cornice di suoni e colori!

Una volta c’era, si dice e si ricorda,

una fanciulla graziosa

(Mirapunzel era il nome), rubata e resa sorda

ad un popolo amato, che alla sua assenza, s’era ormai rassegnato.

La  bella fanciulla era stata rinchiusa, nel freddo, nel gelo,

di un insolita torre,

e passa che passan le ore ed i giorni, la giovane perdette anche tutti i ricordi!

Chi fu a far tal danno poi poi scopriremo, ma ora è importante, parlar della torre.

 Era grande, era enorme,

di più, era gigante!

La torre delle fiabe sbiancava al cospetto,

di questa massa di pezzi, di sassi il cui assetto,

cambiava la forma, la disposizione, insieme all’umore, il carattere intendo,

che aveva assai strano,

 e l’idea ancor non rendo!

Che ogni mattina che il ciel prende luce,

la torre si sveglia con le idee più balzane,

comanda e conduce, la povera cara,

a eseguire il comando, anche meglio di un cane!

Magica si dice, ma io non concordo,

mi sembra cattiva come a nessuno si addice,

un sasso e un mattone senza amor di misura,

che ha capricci e pretese, e vuol tutto per sé,

e Mirapunzel, poverina, che lavora per tre!

Fanciulle così, predisposte al raggiro,

a mille e poi mille,

ci son anche qua in giro,

a obbedir ai sassetti e mai a dir “Mi ritiro!”

Di queste fanciulle  Mirapunzel ne è una,

la Torre l’ha presa, rapita, e (sfortuna!),

nella pancia la tiene, la muove e la gira,

lei sospira e sospira e poi gli occhi straluna.

LaTorre di domande la annienta e la inonda,

“forza, sei attenta?

Fanciulla…. risponda!”

Quaranta per trenta? Rimani sgomenta?

Ma adesso finisci di far la scolara!

Sei pronta alla gara?

Salta ed indossa la tuta da corsa,

ma poi non partire, ora è meglio apparire!

Ora gonna e treccine per farti più bella,

che buffa che sei, (sparlan tutti di lei),

ma “chi sei” si cancella!

 

Hai pensato anche tu a che fatica barbina

fa la povera cara a sembrar farfallina?

Passeresti il tuo tempo a far contento qualcuno

Il cui scopo, alla fine, è farti sembrare nessuno?

Con il rischio gigante, che è poi anche il peggiore,

che da questa prigione non s’esce vincitore….

Dalla folla, dal caos o dalla grande città,

ecco arriva l’ignoto, (la sorpresa ci sta)

un umano a prima vista, non del tutto perfetto,

un cavaliere soggetto,

direbbe il cronista, ad un antico difetto.

Di visibile a dir vero non c’è proprio niente,

sta piuttosto nella testa, nelle orecchie e nei ricordi,

la stranezza che a lui fa sembrar tutti balordi!

L’armatura del cavaliere, non è quella del ferro,

di più duro altro c’è,

e son certo, non erro.

continua…….