Le note di Arlecchino

Le note di Arlecchino
la musica delle maschere

Arlecchino è il personaggio più popolare della Commedia dell’Arte, un servo sempre impegnato a esaudire i propri bisogni e a sfuggire i guai,  tentando di destreggiarsi tra le altre “maschere” del suo mondo: l’avido e lascivo Pantalone, la scaltra Colombina, il tonitruante Capitano, l’ottuso Zanni, i capricciosi nobili, l’inquietante strega. Paura, allegria, sberleffo, invaghimento, sospetto, rivalsa, sconforto sono le note con cui compone lo spartito della sua giornata, sempre in bilico tra trionfo e disfatta.

La maschera di Arlecchino nasce sui palcoscenici delle piazze italiane durante il Rinascimento, in una stagione di straordinario rinnovamento del teatro italiano con attori capaci di recitare, cantare, suonare, fare acrobazie, duellare e improvvisare seguendo l’umore del pubblico. Insomma, la nascita di un teatro c0sì ricco e autentico da essere recuperato e rinnovato anche nell’Italia del dopoguerra.

Nel Rinascimento anche la ricerca musicale attraversa un profondo rinnovamento destinato ad avviare le straordinarie stagioni della musica dei secoli successivi.
Mentre giunge a maturità la polifonia vocale, la nascente musica strumentale, che dalla polifonia vocale assimila la struttura, acquisisce dai movimenti della danza i contenuti ritmici e dinamici che le consentono di potersi proporre e affermare come espressione artistica a sé stante.
Il genere sacro e il genere profano, la musica di corte, quella devota e quella popolare formano il paesaggio sonoro delle città del Cinquecento.

Le “note di Arlecchino” è uno spettacolo-concerto che unisce queste due straordinarie tradizioni artistiche italiane, intrecciando l’allegria delle scene di commedia alla poesia di composizioni originali di G. Gabrieli, G. Mainerio, G. Gastaldo, M. Praetorius, J. Dowland, T. Susato, eseguite da un quintetto di ottoni.

Età consigliata: 8/12 anni

Con gli insegnanti interessati, è possibile concordare un incontro con gli autori per condividere con i ragazzi la scoperta dei meccanismi letterari che sottostanno alla scrittura (e poi alla recitazione) delle scene di commedia, che sono l’origine di tutte le forme della comicità moderna, dal teatro al cinema, fino alle sit-com e ai cartoni animati.