Carnevale degli animali

Ottavo anno di repliche al Conservatorio statale di Musica “Giuseppe Verdi” di Milano.

C’era una volta un ometto – magrolino – di nome Cerino.

Nessuno a prima vista avrebbe immaginato il suo lavoro: musicista.

Perché infatti l’ometto non suonava più da molto tempo.
«Cerino si è spento!» scherzavano gli altri e un po’ era vero.

Nei pensieri si era fatto buio nero e tutto a Cerino risultava noioso,
fastidioso, frettoloso, irrispettoso, e un poco… coso… insomma sgradito!

Soprattutto all’udito.

Un uomo infelice il cui cuore è addormentato nel silenzio, ha l’occasione di entrare attraverso la porta del sogno in un magico mondo popolato di animali.
Sono queste creature a condurlo in un viaggio, che è anche una lezione, per ritrovare la musicalità del vivere e la gioia di offrire più che di carpire: leoni, elefanti, canguri, tartarughe, cavalli, cucù, pesci, cigni…

Questa è stata l’invenzione registica ideata per accompagnare la celeberrima composizione musicale di Saint-Saëns e renderla intelleggibile a un pubblico di bambini dai 4 agli 8 anni grazie all’intreccio tra il registro musicale e quello narrativo, elaborato nella forma di una prosa rimata.
Al centro del progetto infatti sono i bambini e il desiderio di offrire loro una reale occasione di incontro con la musica, all’interno di una vitale collaborazione con il laboratorio “Comunicare in Musica” del Conservatorio Statale di Musica “G. Verdi”.

Ai venticinque minuti dell’esecuzione musicale, scelta in virtù della sua godibilità per piccole orecchie, si intreccia visivamente una pantomima poetica e giocosa affidata a due mimi danzanti. Dialogo serrato tra mimo orientale e slapstick comedy da film muto, la partitura mimica rende trasparente il magico mondo animale evocato dalla composizione di Saint-Saëns, seguendone gli spunti comici come quelli commoventi.

«Non è di moda… affannarsi» disse una tartaruga maestra di calma e saggezza.
«Sì, brava lei, ma che lentezza! Per non parlare dell’altezza…»
«Non essere scortese se a lei occorre un mese e a te basta un minuto.
L’importante per chi è cresciuto è essere comunque gentile ed elegante.» disse un elefante.
«Tu più che altro mi sembri pesante, caro nasone…» E quello: «Cafone!»

La prosa è affidata a un narratore, e svolge il racconto fantastico mentre un accorto gioco di luci trasforma il palco nella scatola magica da cui si sprigionano colori, immagni e stupore.
L’esecuzione è affidata ad un piccolo gruppo di strumenti, come previsto da Saint-Saëns: due pianoforti, due violini, una viola, un violoncello, un contrabbasso, un flauto traverso e un ottavino, un clarinetto, una celesta, uno xilofono.
L’esecuzione è stata affidata agli allievi musicisti del conservatorio, selezionati per mezzo di un apposito bando e guidati dal maestro Luciano Tessari.

Le scuole e le famiglie che hanno apprezzato la proposta in questi tre anni (3.500 presenze nella primavera 2013), sono la più bella conferma di aver realizzato un’offerta d’arte onesta e curata.

La vita è musica e la musica è gioia. Nel silenzio vive chi si annoia, chi è invidioso e chi è deluso.

Voi non mettete mai il muso, cercate invece le note del vostro spartito e suonatele. All’infinito!