Abbece Dario

L’incredibile storia del Sig Abbece Dario, inventore di parole.
Nel racconto di lui medesimo.

di Oliviero Grimaldi

Oliviero Grimaldi, teatro

Selezionato al Festival della Letteratura per Ragazzi
di Siena

Un eccentrico signore (iscritto all’anagrafe sotto il nome di Abbece Dario) afferma di girare nel mondo da mille e mille anni inventando le parole che gli uomini poi apprendono e usano.

Sorpreso nel mentre dei suoi esercizi di creazione linguistica, decide di svelare la sua misteriosa e affascinante storia.
La prima volta (molto, molto tempo fa) questa magia si è prodotta quasi per caso tra lui e gli uomini. Ma nel corso dei secoli il suo talento nell’inventare le parole che indicano le cose ha preso strade diverse, sempre più originali, non senza sorprese e indiscutibili stranezze!

La sua consulenza si è protratta fino al momento in cui gli uomini hanno preso ad inventar parole anche per conto proprio con risultati prima sconclusionati, poi via via più gradevoli e di qualità, in un crescendo continuo di strumenti e tecniche: alfabeti, dizionari, biblioteche, scuole, gessetti… e note sul diario!

Fino ai giorni d’oggi, in cui il Sig. Abbece Dario ha la netta sensazione che la lingua degli uomini stia perdendo fantasia, poesia, anima. A vantaggio di trovate d’effetto e tecnicamente valide, certo, ma con poco cuore…
E allora per lui è ora di rimboccarsi le maniche e tornare al centro della scena con nuove e straordinarie creazioni!

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L’incredibile storia del Sig. Abbece Dario, è la messa in scena di un testo che si propone di far scoprire in modo originale ai bambini la magia delle parole, utensili straordinari inventati dall’uomo per imparare a conoscere e padroneggiare il mondo che lo circonda e ad andare d’accordo con i suoi simili.

Il linguaggio è qui rappresentato per quello che profondamente è: un accordo stipulato tra gli uomini per fare a capirsi (forse), frutto di un incessante lavorio di scoperte, prove, aggiustamenti e abbandoni e che a seconda di come lo si usa può fare del bene ma anche parecchi danni.

La consapevolezza della natura e dell’importanza delle parole è il tema di fondo dello spettacolo che raggiunge i bambini con un linguaggio divertente e poetico fatto di racconti, musiche e pantomime.

Le ho sentite io con queste orecchie
pescivendole che vendevano
palpebre fresche e calze già pulite
e senza lische!
Oppure uno correre dietro a chi
gli aveva sfilato il portafoglio
gridando: Al lardo! Al lardo!
E gli altri: Porri, porri! che lo
prendi!
Non avevano capito la lezione…

Lo spettacolo ha esordito nell’aprile del 2004 al Teatro Franco Parenti di Milano
ed è stato selezionato dal Festival della letteratura per ragazzi di Siena, sezione Spettacolo.

Chi fosse interessato a ricevere maggiori informazioni, scheda tecnica e disponibilità di calendario, può contattarci via mail a lasaladeitanti@gmail.com

Lo spettacolo può essere allestito anche all’interno delle scuole.